Nuvole n. 39 – maggio 2009: Israele e Palestina: oltre il conflitto?

PRESENTAZIONE DEL NUMERO

 

 

Iniziato oltre cento anni fa, il conflitto tra israeliani e palestinesi è ancora lontanissimo dalla soluzione. Eppure tutti i principali mediatori – Stati Uniti, Nazioni Unite, Lega Araba, Unione Europea – prospettano da tempo la soluzione dei due Stati, con il sostegno di alcune delle stesse parti coinvolte. In effetti questa soluzione – che, è bene precisarlo, non implica affatto l’equa suddivisione della Palestina tra arabi e israeliani, ma l’assegnazione del 78% del territorio a Israele e del restante 22% allo Stato palestinese – sembra essere non solo giusta, ma anche ragionevole, posto che consentirebbe a entrambi i popoli di coronare le proprie aspirazioni nazionali, pur tenendo realisticamente conto della situazione creatasi sul terreno in questo secolo di guerre.

Che cosa impedisce allora di realizzare la soluzione dei due Stati?

Il presente numero di Nuvole nasce dalla volontà di fornire una risposta a questa domanda attraverso la voce diretta di alcuni dei principali protagonisti di questo conflitto e non tramite le analisi di seconda mano che già abbondano nella letteratura, non solo specialistica, sull’argomento. Consapevoli dei limiti di Nuvole, abbiamo selezionato gli interlocutori scegliendo figure che, pur non essendo esponenti di primo livello, svolgessero comunque un ruolo significativo nell’ambito delle comunità di appartenenza. Ci siamo così rivolti, tra i palestinesi, ad Ayman Daraghma, deputato di Ramallah eletto nelle file di Hamas e portavoce del movimento islamico in Cisgiordania, a Baker Abu Baker, responsabile della formazione dei quadri di Fateh, e – grazie al contatto fornitoci dalla Vicepresidente del Parlamento europeo Luisa Morgantini – a Mustafa Barghouti, leader del movimento Al Mubadara, risultato secondo alle presidenziali palestinesi del 2005 con oltre il 19% dei consensi. Tra gli israeliani abbiamo contattato via posta elettronica i portavoce dei quattro principali partiti politici: Maya Jacobs per Kadima, Ron Dermer per il Likud, Irena Etinger per Israel Beitenu, Yoav Sivan per il Labor. Per tutti abbiamo preparato una serie di domande incentrata sul riconoscimento dei diritti nazionali del nemico e sulla perseguibilità della soluzione dei due Stati.

Purtroppo non siamo riusciti a cogliere appieno il nostro obiettivo, principalmente a causa del fatto che la maggior parte degli interlocutori israeliani non hanno acconsentito alle interviste. I portavoce di Kadima e Israel Beitenu non hanno risposto alla nostra richiesta; dopo aver espresso un’iniziale disponibilità, una volta ricevute le domande il portavoce del Likud non ha più voluto rispondere; solo il Labor ha accettato di parlare, per voce di Einat Wilf, ex consigliere per gli affari internazionali di Shimon Peres. Per non lasciare scoperto il lato israeliano abbiamo allora deciso di ripiegare su due colloqui con «intellettuali d’area», rivolgendoci ai professori Efraim Inbar e Oren Yiftachel, più vicino alle posizioni della destra il primo, di area pacifista il secondo. Naturalmente saremo felici di pubblicare sui prossimi numeri di Nuvole eventuali interventi che dovessero essere suscitati dalla lettura di queste pagine.

Ciascun gruppo di interviste è preceduto da un articolo che propone una lettura della situazione politica generale, rispettivamente, in campo palestinese e israeliano. Inoltre, due schede illustrano la galassia delle principali formazioni politiche e militari palestinesi e le posizioni espresse in campagna elettorale dai principali partiti israeliani in merito ai punti nodali della controversia. Riconducibile all’ambito israeliano è anche una riflessione sulla posizione dello Stato ebraico nei confronti della conferenza contro il razzismo recentemente organizzata dall’Onu a Ginevra.

Benché da poco insediatasi e non ancora direttamente impegnata nella mediazione diplomatica, un ruolo senz’altro rilevante sull’evoluzione del conflitto avrà la nuova amministrazione Obama, alla quale sono dedicati due articoli di approfondimento.

In una scheda a parte sono brevemente descritte cinque mappe che dovrebbero agevolare la comprensione degli snodi fondamentali del conflitto. Nella rubrica Dare i numeri sono riportati i dati relativi alla situazione demografica in Palestina con riferimento non solo al presente, ma anche all’evoluzione storica e alle proiezioni future.

Come introduzione generale, un articolo prova a fare il punto della situazione con riferimento alle posizioni dei principali attori in campo – partiti israeliani, movimenti palestinesi, comunità internazionale – nel tentativo di individuare una possibile risposta alla domanda di partenza.

 

Editoriale –  Israele e Palestina: il declino della soluzione dei due Stati

di Francesco Pallante

 

Palestina, la politica e il resto di niente

di Paolo Napolitano

 

Principali organizzazioni palestinesi

di Paolo Napolitano

 

Frammenti di politica palestinese

di Paolo Napolitano

 

Il processo di pace tra avanzamenti, ripensamenti e interruzioni. Quale futuro con il nuovo governo israeliano?

di Arturo Marzano

 

I partiti politici israeliani e la questione palestinese

di Arturo Marzano

 

Contrapposizioni in Israele

di Arturo Marzano

 

Cosa è successo davvero a Ginevra

di Guido Ortona

 

Il conflitto israelo-palestinese e la nuova amministrazione Obama

di Mattia Diletti e Mattia Toaldo

 

Non si può parlare per sempre: Obama e la questione palestinese

di Andrea Teti

 

La questione israelo-palestinese in mappe

a cura di Francesco Pallante

 

 

LE RUBRICHE DI NUVOLE

Dare i numeri

La guerra demografica

La guerra demografica

 

Per saperne di più

a cura di Rosita Di Peri