DARE I NUMERI Le disuguaglianze in Italia e in Europa
A partire dagli anni ottanta in molte democrazie occidentali è aumentata la sperequazione dei redditi. In Italia tale processo è partito con una certo ritardo: nel corso degli anni ‘80 le disuguaglianze sono diminuite; ma a partire dagli anni ‘90 sono cresciute molto rapidamente e l’Italia supera ormai anche la Gran Bretagna, che pure partiva da una situazione molto più sfavorevole (vedi tabella 1), e la media dei paesi Ocse (che presentava un indice di Gini pari a 0.31 a metà degli anni 2000).
Tabella 1: Distribuzione del reddito dopo tasse e trasferimenti - Indice di Gini* | |||||
| metà anni 80 | intorno al 1990 | metà anni 90 | intorno al 2000 | metà anni 2000 |
Stati Uniti | 0.34 | 0.35 | 0.36 | 0.36 | 0.38 |
Italia | 0.31 | 0.3 | 0.35 | 0.34 | 0.35 |
Francia | 0.31 | 0.3 | 0.28 | 0.28 | 0.28 |
Germania | 0.26 | 0.26 | 0.27 | 0.27 | 0.3 |
UK | 0.33 | 0.37 | 0.35 | 0.37 | 0.34 |
Svezia | 0.2 | 0.2 | 0.22 | 0.24 | 0.24 |
Fonte: Ocse | |||||
*L’indice Gini è un indicatore delle disuguaglianze, il cui valore varia fra 0 (perfetta uguaglianza) e 1 (massima disuguaglianza).
La figura 1 mette in evidenza le disuguaglianze nella distribuzione dei redditi nei paesi dell’Unione Europea. L’Italia presenta anche una forbice distributiva decisamente superiore della media dei paesi UE (il diverso valore dei dati che compaiono nella tabella 1 e nella figura 1 dipende dalle modalità di calcolo utilizzate).
Figura 1

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