Nuvole 36

 

Questo numero di Nuvole è un numero atipico. Si tratta di un numero autogestito da un gruppo di giovani ricercatori, precari e dottorandi dell’Università di Torino che svolgono la loro attività nell’ambito delle discipline sociali. Nuvole ha deciso di dare ospitalità a questi giovani per accogliere una voce della protesta contro il decreto Gelmini e gli interventi legislativi del governo in materia di Università

Nuvole si sente in sintonia con le ragioni profonde della protesta, con le preoccupazioni dei giovani sulla sorte dell’Università italiana, nella convinzione che a una riforma pensata e condivisa delle strutture del sapere siano consegnate le residue speranze di evitare la decadenza economica e civile del Paese. Nuvole è una rivista di libero dibattito. Pertanto non necessariamente condivide tutte le analisi contenute in questo numero. Ci riproponiamo in futuro di tornare sistematicamente e in prima persona sui problemi della ricerca e dell’Università. Per il momento, ci limitiamo a ringraziare i giovani per aver scelto Nuvole come “contenitore” per le loro riflessioni e a invitare i lettori a inviare i loro commenti a redazione@nuvole.itQuesto indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot, abilitare Javascript per vederlo

Buona lettura!

 

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L'ACCADEMIA COME GIOCO DELL'OCA

 

 

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I sezione: Le regole

                                                            

Per ripensare il “gioco dell’oca” e trasformarlo in un altro gioco non basta cambiare qualche regola qua e là.

Nonostante i recenti provvedimenti del governo costituiscano la maggiore contrazione del finanziamento pubblico nella storia dell’università italiana, essi si inseriscono nel quadro più generale dei tanto discussi mali strutturali dell’accademia. Le regole del gioco derivano dunque dalla giustapposizione di percorsi di riforma, vincoli di bilancio e norme, esplicite e implicite, formalizzate e ufficiose.

Gli articoli Da Gentile…a Gelmini ripercorrono la storia delle regole del gioco dell’università italiana attraverso le pieghe di un’accademia elitaria che cerca affannosamente di adeguarsi al continuo incremento del numero dei suoi iscritti, e dove i giocatori si trovano a dover recitare il proprio ruolo senza sapere a quali regole dovranno attenersi quando sarà di nuovo il loro turno.

Appunti per un’etichetta accademica, è un’intervista al sociologo Alessandro Dal Lago sulle regole non scritte dell’università italiana, le cui distorsioni potrebbero essere prese in considerazione, oltre che nella dimensione delle attitudini individuali, soprattutto come un fatto di sistema. Lancio il dado. Viene sei. Mi dicono, però, che il mio concorrente con il lancio di un solo dado ha fatto sette. “Ci sono delle regole da rispettare”, mi hanno detto.

Il focus, infine, descrive Il sistema italiano di finanziamento dell’università, e le modalità di ripartizione dei fondi.

         

II sezione: Il tabellone

 

Sul tabellone del gioco dell'oca è disegnato un percorso a spirale, generalmente sinistrorsa, composto da 63 caselle (talvolta questo numero sale fino a 90), contrassegnate con numeri o altri simboli. I giocatori iniziano con un segnalino nella casella di partenza e, a turno, procedono lungo il percorso di un numero di caselle ottenuto attraverso il lancio di una coppia di dadi.  È la parte più difficile da cambiare, che più dipende da giustapposizioni. Lo scopo del gioco è raggiungere la casella centrale della spirale.

 Il contributo Di cosa parliamo quando parliamo di modelli? ripensa il genere letterario, molto in voga, della comparazione tra diverse realtà accademiche cercando di suggerire una direzione per ampliare i confini del dibattito in corso, attraverso racconti di esperienze dei colleghi ricercatori all'estero.

L'articolo Il pubblico e il privato: dialogo sopra i due minimi sistemi presenta un ipotetico incontro fra cultori di quattro aree delle scienze sociali che si confrontano con le categorie di pubblico e privato. In Il pubblico e il privato: la grande dicotomia applicata, viene proposta una breve riflessione sui rapporti di lavoro in università.

Il focus Istruzione pubblica e costituzione approfondisce il contenuto degli articoli 33 e 34 della Carta costituzionale.

         

III sezione: I giocatori

 

Farhenheit 451 sono i gradi necessari per bruciare la carta, operazione indispensabile in un mondo che sceglie di fare a meno della cultura. Un miliardo e mezzo in cinque anni è il taglio deciso da chi è convinto che della ricerca si possa anche fare a meno.

Riportiamo qui i racconti, in prima persona, di diversi protagonisti del mondo universitario, per dare voce, senza pretese di esaustività, alla pluralità di ruoli che animano la ricerca italiana; sono i protagonisti del gioco dell’oca.

Come nel celebre romanzo di Bradbury gli uomini libro sono i custodi di una libreria destinata a scomparire: “anche noi siamo dei bruciatori di libri. Leggevamo i libri e poi li bruciavamo, per paura che ce li trovassero in casa… Sempre il rischio di essere scoperti! Meglio tenersi tutto quanto in testa, dove nessuno può venire a vedere o sospettare nulla”.

 

Qualche suggerimento di lettura: come per tutte le raccolte di racconti, non è necessario leggere tutto, né procedere in ordine. Si può scegliere quello che ispira di più, o che più si avvicina alla propria figura, si può consultare come un dizionario e segnalare le voci che mancano. Per contribuire, con il proprio racconto, alla biblioteca degli “uomini libro” potete scrivere a ricercatoriumanisociali@gmail.comQuesto indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot, abilitare Javascript per vederlo .

   

IV sezione: Carosello

 

La protesta nata in reazione alle manovre sull'università annunciate dal governo si riconosce nell’avatar di Anna Adamolo. Il suo nome ricorda quello che il movimento stesso si è dato: spostando qualche lettera è facile passare da Onda anomala ad Anna Adamolo. Nata nel mondo virtuale, la sua immagine si proietta nei cortei, nelle occupazioni, nelle assemblee. La faccia di Anna Adamolo è la maschera con cui la protesta va in scena e viene in vario modo rappresentata dalle più diverse forme di espressione. La sezione Carosello esplora le rappresentazioni mediatiche della protesta.

Il contributo Sbatti la protesta in prima pagina analizza la copertura mediatica della mobilitazione contro i provvedimenti del ministro Gelmini, attraverso l’analisi delle prime pagine di alcuni quotidiani di diverso orientamento. L’Onda sul web 2.0 prende invece in considerazione la visibilità del movimento studentesco nello spazio virtuale alternativo ai mezzi di comunicazione di massa tradizionali.

Infine, l’analisi dei programmi elettorali, riportata nel focus, conferma che l’università, in generale, e la ricerca, in particolare, non sono un problema centrale nell’agenda politica. A differenza del Carosello televisivo, i programmi politici appaiono essere, su questo tema, un mero contenitore di messaggi pubblicitari.

         
Vi salutano e vi ringraziano


Hanno collaborato a questo numero: Marco Allegra, Marinella Belluati, Giulia Bertolino, Giuliano Bobba, Irene Bono, Sandro Busso, Chiara Carrozza, Cristopher Cepernich, Massimo Cuono, Sara Enrici Vaioc, Luigi Gariglio, Cristiano Lanzano, Giulia Marzia Locati, Michele Manocchi, Giovanna Mascheroni, Antonio Mastropaolo, Valentina Moiso, Valentina Molinengo, Jacopo Rosatelli, Arianna Santero, Giorgio Sobrino, Beppe Tipaldo, Elena Vallino.
 
Si ringraziano: Cristiano Antonelli, Silvano Belligni, Anna Caffarena, Stefano Caputo, Roberto Cavallo Perin, Andrea Cuono, Alessandro Dal Lago, E. G. e gli altri cervelli in fuga, Aldo Geuna, Adriana Luciano, Gesualdo Maffia, Alfio Mastropaolo, Ruth Mauri, Paolo Napolitano, Cecilia Navarra, Barbara Petrazzini, Angelo Pichierri, Stefania Ravazzi, Paola Rivetti, Stefano Ruzza, Franca Roncarolo, Giovanna Savant, Antonella Seddone.
 
Ben arrivata Lara!

l'accademia è un gioco dai 19 ai 99 anni (e oltre)